L’ellisse e il Tridente

A differenza di quanto si crede, Piazza del Popolo deriva il suo nome da “populus”, in latino “pioppo”, in ricordo del boschetto, che occupava anticamente l’area.
L’aspetto odierno, scenografico e monumentale si deve in gran parte agli interventi ottocenteschi, ma la piazza esisteva già in epoca medievale.
Situata all’ingresso nord di Roma, fra il colle del Pincio e il Tevere, Piazza del Popolo è caratterizzata dal tridente di strade dirette a meridione: l’asse centrale, via del Corso, prosegue la direttrice della via Flaminia; alla sua sinistra, via del Babuino costeggia la collina fino a piazza di Spagna, mentre, a destra, via di Ripetta conduce al Mausoleo di Augusto e a quello che, un tempo, era il Porto di Ripetta.
Al centro, fra i quattro leoni della fontana neoclassica, si erge l’obelisco Flaminio: delle tre chiese, tutte dedicate alla Madonna, la più antica e importante, anche per le opere d’arte custodite, è la basilica di Santa Maria del Popolo, di aspetto rinascimentale, ma fondata nel XII secolo sul sito del Sepolcro dei Domizi, la tomba di Nerone. Le presunte apparizioni del fantasma dell’imperatore indussero il papa Pasquale II a esorcizzare l’area distruggendo il sepolcro ed edificando al suo posto una cappella.

Piazza del Popolo, Photo by Paul Arps

Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, inserite fra gli assi del tridente, sono dette le chiese gemelle, pur presentando alcune differenze. Si devono, in massima parte, a Carlo Rainaldi, che le progettò fra il 1662 e il 1675. Per esigenze di simmetria, l’architetto ideò per Santa Maria in Montesanto una cupola ovale, il cui raggio minore equivale al diametro della cupola di Santa Maria dei Miracoli.
L’intervento decisivo sulla piazza e l’area circostante si deve a Giuseppe Valadier. L’architetto romano, su incarico prima di Napoleone e poi del papa, concepì uno spazio ellissoidale realizzando due esedre, una rivolta al colle e l’altra al fiume e contrapponendo così all’asse originario nord-sud quello ortogonale est-ovest.
L’arredo urbano venne completato con fontane e statue neoclassiche: il raccordo con il colle del Pincio, un’area tradizionalmente separata dalla piazza, fu creato attraverso un sistema di rampe e terrazze, l’attuale via Gabriele D’Annunzio, celebre frequentatore della Passeggiata da Piazza del Popolo a Piazzale Napoleone, la terrazza da cui si gode il più suggestivo dei panorami romani.

Di Stefano Iatosti

Piazza del Popolo, Photo by Rolf Süßbrich

Cover image by Fred Po