La percezione dell’Urbe

Ogni giorno, le strade di Roma sono percorse da migliaia di visitatori, ciascuno con la sua percezione della città, dei suoi spazi e delle architetture.
Cosa può accomunare punti di vista tanto diversi?
Il turista frettoloso rivolge lo sguardo solo a ciò che è immediatamente riconoscibile. La visione preconfezionata dei luoghi, suggerita dai mass media, lo induce a scattare foto compulsivamente,  riproducendo l’esperienza concreta nell’unico modo che conosce.
Ma è possibile osservare Roma e i suoi monumenti da una prospettiva meno ovvia e di facile consumo?
Il turista responsabile non lo è soltanto nel rispetto dei luoghi e dei loro abitanti, ma anche per la sua disposizione a conoscere, a non fermarsi alla superficie delle cose.
Entrando nel Pantheon, si chiederà che cosa ispiri tanta maestosità e senso di equilibrio allo stesso tempo e sentirà l’esigenza di documentarsi.  Ammirare la bellezza di un edificio è comprenderne tanto la forma che la funzione e da queste risalire al contesto di origine. E così è per l’intera città, se non si vuole che si trasformi in una scenografia confusa dei nostri percorsi, un’icona pubblicitaria di se stessa, un nome come tanti nella carta, sempre meno attendibile, della memoria.